giovedì 15 luglio 2010

doglieblu.

tremavo un po' di doglie blu.andiamo a londra a dimagrire.e a Parigi dici che non volano mosche. che partiva Joey che non voleva nemmeno tornare forse. i voli basso costo della ryanair e quindici chili di vita. sigarette alla vaniglia e fiammiferi blu. Ilford da trentasei quattrocento iso.
flash turchini come le fate. cubi di rubik. cappelli grigi magliette nere sbiadite. virgola.calavera e mandorle.

martedì 13 luglio 2010

diciannove.

l'eterea anima da diciassettenne chiamata Joey.
ma tocca a me oggi. che non sono Joey, ma sono anche Joey. il futuro che mi si incastra nelle mani come una matassa senza senso. e tu ti giri per dirmi guarda come siamo friabili. da guarda quanto siamo friabili. c'era Vasco Brondi che cantava anche per me sabato notte. che scrive bene quando dice che lo terrorizzano le cose che si avverano e anche a me. tremo nei miei fragili diciannove anni. in perfetta solitudine nel millenovecentonovantuno. ho il caschetto nero e una virgola sul polso che a volte vorrei non avere. e bevo litri di caffè nero amaro. non vedo nulla. vuoto. e l'aria è troppo precaria come i tombini lungo la provinciale. e G. e le sue parole nel mezzo della notte.e il mare che non c'è. e non c'è niente. solo litri di vino bianco e torta alle fragole. e io che non sorrido più da un bel po'.

domenica 11 luglio 2010

tempesteepochestelle.

e c'erano le lucidellacentraleelettrica che urlavano nella domenica delle salme. centocinquantatre chilometri e troppo pochi di strade a scorrimento veloce. Joey avrebbe voluto vedere L. dividere una birra e una sigaretta. chissàcomestavaMatilda si chiedeva. quattrocentotrentun chilometri e un paio di birre e parole un po' a caso. le faresti bene, a Joey, probabilmente. i poeti incompresi o compresi solo da pochi. a Joey piaceva da morire il modo in cui i neuroni di L. si incastravano tra di loro. difficile capire. era bello quando ci si incastrava su pellicole da quattrocento iso e macchinette di plastica della coop.sorridevano e faceva caldo. non erano sconfitti loro. forse solo per il mondo.

martedì 6 luglio 2010

"stamattina sai ho finito il liceo" appuntava Joey sui bianchi fogli di carta. che come le specie protette non bastava il WWF a loro. Very loud. cd milanesi sparsi ovunque. libri sparsi ovunque. la stanza buia sapeva di antizanzare.

venerdì 25 giugno 2010

anime.




va tutto bene, va tutto bene ci siamo solo persi di vista. ma non va bene per niente.e sentirsi ad anni luce di distanza l'una dall'altra, due anime quasi estranee ormai. Joey e i cappelli grigi. *** e i suoi capelli troppo neri troppo ribelli troppo tutto. e fogli a righe timbrati nelle mani. e fogli a quadri timbrati nelle mani. trentasette. gli occhi che nemmeno le si chiudono più senza vivere di sogni. i sogni fanno più male degli incubi. una virgola impressa sui bianchi polsi dove le vene spettinate s'attorcigliavano tra di loro. e Joey e le parole che non c'erano più. e gli ossi delle ciliegie tra le mani fredde nel pieno di giugno. che bell'inganno sei anima mia e che grande il mio tempo che bella compagnia mi sono spiato illudermi e fallire abortire i figli come i sogni.

giovedì 10 giugno 2010

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e tutte le cenerentole, tutte le cenerentole
e le lune nei tuoi occhi disfatte
e indelebili, resteranno indelebili.


e Joey e il signor V. si disegnavano indelebili le loro anime ma senza i pennarelli. angoli arrugginiti in quella ferraglia di neuroni. le linee storte. tesi antitesi e sintesi mal riuscite. capelli rossi emarginati che se vivessero ora sarebbero di moda. punk e poesia e fiumi di caffeina al posto del sangue. quasi teneri.quasi innamorati.quasi e basta.

domenica 6 giugno 2010

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Joey si stava perdendo in fitte foreste calde e afose. scompariva piano e poi spuntava di nuovo alla luce del sole per ricadere piano graffiandosi le ginocchia nella fitta boscaglia. degli amori che nessuno veniva più a chiederle nulla. dei capelli che cadevano piano lungo la schiena freddi. la fiducia che s'incastrava nei rovi e rimaneva indietro ed arrancava per ritornare in lei. e se poi si spegne tutto. rivoluzioni e scottature di sigaretta. underground, come il cielo. "come il cielo blu dove non ci sei tu." scriveva Joey nelle cortecce delle betulle.